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KRAV MAGA

Il termine Krav Maga è di origini israeliane e significa letteralmente “combattimento con contatto”. E’ nato e si è sviluppato in Israele negli anni 40 ad opera di Imi Lichtenfeld, non per motivi artistici o sportivi, ma per esigenze militari di sopravvivenza. Il Krav Maga non è un’arte marziale tradizionale. E’ un sistema moderno, immediato, che non fa uso di movimenti organizzati in sequenze prestabilite, ma si basa sull’apprendimento di movimenti istintivi ed efficaci che, uniti tra loro, permettono di far fronte a situazioni di pericolo improvvise e non prevedibili. Insegna in pratica a neutralizzare rapidamente ed efficacemente un avversario. Attraverso una immediata identificazione della pericolosità dell’aggressore e delle circostanze in cui ci si trova, si può imparare a scegliere l’azione più opportuna da utilizzare per la salvaguardia della propria incolumità. Le difese del Krav Maga operano su un’ampia varietà di aggressioni tutte potenzialmente pericolose, attuate da uno o più soggetti, armati e non. Il simbolo del Krav Maga consiste nelle lettere ebraiche K e M circondate da un cerchio aperto il quale sta a significare un’apertura al miglioramento con l’aggiunta di tecniche, esercizi e metodologie di allenamento. Il Krav Maga viene inoltre insegnato in maniera diffusa nelle scuole pubbliche e nei centri di formazione affiliati al Ministero dell’Istruzione israeliano.
 

PRESUPPOSTI DEL KRAV MAGA

Come sottolineato dal suo fondatore Imi Lichtenfeld  sono:

  1. Non fatevi male: che significa arrivare ad un alto livello di competenza nell’autodifesa. Comunque, se vi fate male, dovete sapere come sostenere l’attacco (calci, colpi, ecc.) e come agire correttamente nelle nuove condizioni che si sono create.

  2. Siate modesti: non vantatevi delle vostre capacità ed evitate i conflitti non necessari. Dominate il vostro ego e controllate il vostro stato mentale, in modo che non vi tradiscano durante un confronto. Siate pronti ad accettare le critiche e gli insegnamenti delle altre persone.

  3. Agite correttamente: fate la cosa giusta, nel posto giusto, al momento giusto. Il vostro stato fisico e mentale danno indicazione alle vostre abilità per gestire un confronto fisico. Utilizzate appieno le vostre capacità, approfittate al massimo degli elementi e delle condizioni che prevalgono nel luogo dove vi trovate, in modo da affrontare la situazione efficacemente.

  4. Diventate esperti, così non dovrete uccidere: il praticante esperto di Krav Maga non ha bisogno di infliggere danni fisici non necessari ai propri avversari ed è capace di terminare il confronto fisico in breve tempo ed in maniera efficace. Abbiate rispetto delle altre persone, anche durante un incontro pericoloso. D’altro canto, date retta al vecchio adagio: “se qualcuno viene ad uccidervi, uccidetelo per primi”, con riferimento alla situazione in cui non avete altra scelta, perché si tratta della scelta tra “ voi o lui”.


E’ anche essenziale affinare la propria abilità nel riconoscere il livello di gravità di un possibile attacco. Ciò è particolarmente importante per i giovani, ai quali debbono essere insegnati i valori dell’autocontrollo e della necessità di evitare la violenza, ma che, allo stesso tempo, debbono acquisire la capacità di difendersi efficacemente. Questo atteggiamento significa: per prima cosa, cercate di evitare il confronto, ma, se siete aggrediti, rispondete con un livello appropriato di forza sufficiente a neutralizzare la minaccia ed a togliervi dalla situazione di pericolo.

I PRINCIPI GUIDA DEL KRAV MAGA

  1. Evitate i danni fisici! Calcolate attentamente i rischi di ogni specifica azione ed evitate il pericolo, se possibile.

  2. Le vostre azioni dovrebbero essere principalmente basate sull’autodifesa; il Krav Maga pone fortemente l’accento sull’uso delle tecniche di difesa.

  3. Le tecniche del Krav Maga sono state sviluppate come ampliamento dei riflessi naturali del corpo. Queste risposte naturali sono state successivamente perfezionate, affinate ed indirizzate ad andare incontro alle esigenze di chi si deve difendere in una data situazione.

  4. Difendetevi e contrattaccate nel modo più veloce e diretto possibile, da qualsiasi posizione di partenza, prendendo in considerazione la sicurezza e l’opportunità della vostra azione.

  5. Rispondete correttamente, secondo e come richiesto dalle circostanze, valutando attentamente la natura della vostra risposta e la forza dell’attacco (allo scopo di evitare danni fisici non necessari).

  6. Colpite correttamente in qualsiasi punto vulnerabile, nel modo necessario per prevalere sull’aggressore.

  7. Utilizzate qualsiasi attrezzo od oggetto disponibile nelle vicinanze per la difesa ed il contrattacco.
  8. Nel Krav Maga non ci sono regole, limitazioni tecniche o di correttezza sportiva.
  9. Il principio che costituisce il fondamento dell’addestramento: l’avanzamento da capacità limitate a capacità più ampie (che includano “l’allenamento mentale”) e da un singola tecnica specifica ad un’azione improvvisata, secondo le dinamiche della situazione.

 TACTICAL DEFENSE OF KRAV MAGA

Proteggere la nostra incolumità, reagire innanzitutto alle paure e imparare ad attingere alle nostre risorse fisiche e mentali in ogni condizione di potenziale pericolo, per questo è stato concepito il sistema Tactical Defense of Krav Maga (TDKM). E’ un’educazione al pericolo (minacce esterne e controllo emotivo), un training fisico e mentale che permette a chiunque di imparare a gestire situazioni di rischio. Si tratta, in pratica, di un metodo fondato sostanzialmente sul Krav Maga, integrato e sviluppato con alcune nozioni di Ju-Jitsu e con l’uso del bastone tattico. Tale metodo è implementato con una particolare preparazione fisica specialistica intesa a garantire un’efficace funzionalità di tutto il sistema. E’ un sistema di difesa basato sulla realtà e sulla immediata e concreta necessità di fornire risposte a situazioni che rivestono il carattere della imprevedibilità e, in quanto tale, si occupa anche delle possibili conseguenze di tipo giuridico. Infatti, è di fondamentale importanza imparare a difendersi rimanendo nella sfera di tutela offerta dalle norme di legge, al fine di evitare incresciosi strascichi legali. Per un allenamento il più possibile realistico, ma allo stesso tempo sicuro, è appositamente utilizzato il Red Man, una sorta di protezione totale che permette di “portare a fondo” le tecniche, come in una situazione reale, senza però il rischio di farsi male durante l’allenamento. Allenamento che risulta così ancora più efficace, in quanto concreto, pratico e aderente alla realtà alla forza delle risposte, sempre però senza il pericolo di ferire se stessi o gli altri. Lo scopo è, infine, quello di imparare a tutelarsi a 360°, conoscendo se stessi e le potenzialità anche nascoste che sono offerte perfino nelle peggiori situazioni, con un allenamento fisico di base che ha fatto dell’efficacia e della semplicità i suoi principali obbiettivi. Si può affermare, in fine, che data la sua semplicità d’esecuzione e di preparazione il  metodo TDKM, almeno ai livelli di base, è indicato per tutti coloro i quali vogliano sentirsi in grado di affrontare con fermezza, decisione e sicurezza le possibili situazioni di pericolo che dovessero presentarsi. E’ stato dimostrato che solo un’adeguata educazione alla reazione permette di agire nel pieno della lucidità, con la costante ed esatta consapevolezza della realtà, delle proprie azioni, reazioni e possibilità. I corsi insegnano a gestire stress e panico e ad utilizzare nel migliore dei modi tutti gli strumenti di cui disponiamo. I corsi sono composti di: pratica e didattica degli elementi fondamentali e base della TDKM; teoria e metodologia dell’allenamento: analisi generale e specifica del gesto tecnico e dei suoi presupposti fisici e funzionali; elementi e pratica di primo soccorso; elementi di diritto penale e civile; psicologia generale e sociale.

OBIETTIVI PRINCIPALI DEL TACTICAL DEFENSE OF KRAV MAGA

Lo scopo è quello di imparare a tutelarci a 360°, conoscendo noi stessi e le potenzialità anche nascoste che ci vengono offerte persino nelle peggiori situazioni, con un allenamento fisico di base che ha fatto dell'efficacia e della semplicità i suoi principali obbiettivi.

  • imparare a difendersi dalle aggressioni;

  • Salvaguardare la propria incolumità;

  • Neutralizzare rapidamente ed efficacemente l'aggressore;

  • Gestire in maniera rapida e ottimale situazioni impreviste;

  • Imparare a reagire in condizioni di forte stress emotivo e fisico;

  • Imparare ad utilizzare l'ambiente circostante a proprio vantaggio

COME VENGONO ORGANIZZATI I CORSI

Si può ipoteticamente suddividere la preparazione in diversi livelli, a seconda delle necessità:da quelle generiche della casalinga, dello studente, dell'operaio a quelle più specifiche del medico, dell'impiegato di banca o del titolare di un locale a quelle, infine, dell'operatore di sicurezza. Dunque una base adatta a tutti, semplice ed efficace, con dei corsi integrativi su materie specifiche (teoriche e pratiche) per chi vuole prepararsi ad affrontare situazioni diverse di eventuale o maggiore rischio. Di ogni attività si occupa un insegnante tecnico qualificato che, basandosi sull'esperienza concreta, può allestire scenografie reali e quanto più credibili possibile, in modo da attivare dinamiche vere anche per quanto riguarda gli aspetti organizzativi (ad esempio il breve tempo a disposizione per la reazione immediata). Nel corso si impara a gestire, così, panico e stress e ad utilizzare nel migliore dei modi tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per la nostra tutela. Questo in maniera oltre che concreta, anche completa, secondo un indice di azione che a partire dalla prevenzione passa attraverso lo strumento della comunicazione (verbale e non verbale) per poi arrivare gradualmente all'allontanamento, al controllo meccanico (tecniche fisiche di difesa) ed infine all'utilizzo di oggetti di emergenza, spesso offerti dalle circostanze, come uso ma anche come difesa dagli stessi. Essendo un sistema basato sulla realtà  e sulla sulla concretezza delle situazioni reali, si occupa anche delle possibili conseguenze di tipo giuridico, infatti è di fondamentale importanza imparare a difenderci rimanendo nella tutela offertaci dalla giustizia, per non trovarci poi ad affrontare sgradevoli situazioni legali spesso facilmente evitabili.

  Sintesi del diritto delle armi di Edoardo Mori   

 

PER LA LEGGE

Art. 52 C. P.- Legittima difesa.

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalle necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.

Art. 53 C. P. - Uso legittimo delle armi.

La Legge determina gli altri casi, nei quali è autorizzato l’uso delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica.

Art. 54 C. P. - Stato di necessità.

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo, anche se lo stato di necessità è determinato dall'altrui minaccia; ma, in tal caso, del fatto commesso dalla persona minacciata risponde chi l'ha costretta a commetterlo.

Art. 55 C. P. - Eccesso colposo.

Quando, nel commettere alcuno dei fatti preceduti dagli articoli 51, 52, 53, e 54, si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall'ordine dell'Autorità ovvero imposti dalla necessità, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto è preceduto dalla legge come delitto colposo.

Art. 62 C. P. - Circostanze attenuanti comuni.

Attenuano il reato, quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze attenuanti speciali, le circostanze seguenti: 1) l'aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale; 2) l'aver agito in stato d'ira, determinato da un fatto altrui ingiusto;

Art. 519 C. P. - Della violenza carnale.

Chiunque, con violenza o minaccia, costringe taluno a congiunzione carnale è punito con la reclusione da tre a dieci anni (...).  

Art. 521 C. P. -Atti di libidine violenti.

Chiunque, usando dei mezzi o valendosi delle condizioni indicate (...), commette su taluni atti di libidine dalla congiunzione carnale soggiace alle pene stabilite (...). Alle stesse pene soggiace chi, usando dei mezzi o valendosi delle condizioni indicate (...), costringe o induce taluno a commettere gli atti di libidine su se stesso, sulla persona del colpevole o su altri.

Art. 581 C. P. - Percosse.

Chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia del corpo o della mente, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi o con una multa fino a 600.000. Tale disposizione non si applica quando la legge considera la violenza come elemento costitutivo o come circostanza aggravante di altro reato.

Art. 582 C. P.- Lesione personale.

Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni.

Art. 609 bis C. P. - Violenza sessuale.

(Introdotto dal 6 marzo 1996, dal combinato disposto dagli Art. 2 e 3, L. 15 febbraio 1996, n. 66. 1) Chiunque, con violenza o minaccia o mediante l'abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni; 2) Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali; a) Abusando delle condizioni d'inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto; b) Traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. 3) Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi.

Art. 609 octies bis C. P. - Violenza sessuale di gruppo.

(Introdotto dal 6 marzo 1996, dal combinato disposto dagli Art. 2 e 9, L. 15 febbraio 1996, n.66). 1) La violenza sessuale di gruppo consiste nella partecipazione, da parte di più persone riunite, ad atti atti di violenza sessuale di cui all'articolo 609 bis. 2) Chiunque commette atti di violenza sessuale di gruppo è punito con la reclusione da sei a dodici anni. 3) La pena è diminuita se concorre taluna delle circostanze aggravanti previste all'articolo 609 ter. 4) La pena è diminuita per il partecipante la cui opera abbia avuto minima importanza nella preparazione o nell'esecuzione del reato. La pena è altresì diminuita per chi sia stato determinato a commettere il reato quando corrono le condizioni stabilita dai numeri 3) e 4) del primo comma e del terzo comma dell'articolo 112.

Art. 610 C. P. - Violenza privata.

Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni (...).

Art. 612 C. P. - Minaccia.

Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, con la querela della parte offesa, con la multa fino a lire 100.000. Se la minaccia è grave (...) la pena è la reclusione fino ad un anno e si procede d'ufficio.

Art. 585 C. P. - Circostanze aggravanti.

(...) Agli effetti della legge penale per armi s'intendono: 1) quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione è l'offesa della persona; 2) tutti gli strumenti atti a offendere, dei quali è dalla legge vietato il porto in modo assoluto, ovvero senza giustificato motivo. Sono assimilate alle armi le materie esplodenti e i gas asfissianti o accecanti.

Art. 4 T.U.L.P.S. - Porto d'armi od oggetti atti a offendere(L. 18 aprile 1975 n.110).

(...) Non possono essere portati, fuori dalla propria abitazione o delle sue appartenenze, armi, mazze ferrate o bastoni ferrati, sfollagente, noccoliere. Senza giustificato motivo, non possono portarsi, fuori dalla propria abitazione o delle appartenenze di essa, bastoni muniti di puntale acuminato, strumenti da punta o da taglio atti a offendere, mazze, tubi, catene, fionde, bulloni, sfere metalliche, nonché qualsiasi altro strumento non considerato espressamente come arma da punta o da taglio, chiaramente utilizzabile, per le circostanze di tempo e di luogo, per l'offesa alla persona. Il contravventore è punito con l'arresto da un mese ad un anno e con l'ammenda da lire 100.000 a lire 400.000. Nei casi di lieve entità, riferibili al porto dei soli oggetti atti ad offendere,può essere irrogata la sola pena dell'ammenda (...). Con la condanna deve essere disposta la confisca delle armi e degli altri oggetti atti ad offendere (...). Non sono considerate armi ai fini delle disposizioni penali di questo articolo le aste di bandiere, di cartelli, di striscioni usate nelle pubbliche manifestazioni e nei cortei, né altri oggetti simbolici usati nelle stesse circostanze, salvo che non vengano adoperati come oggetti contundenti.

 

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